Mi sveglio di soprassalto come ogni giorno, destato dai naniti che mi shakerano l’ipotalamo come se fosse un dado da lanciare ad un tavolo di scommesse. La sveglia alle 6:00 come tutti i giorni anche se ho ben poco da fare. Controllo sul braccio i numeri iridescenti che il display sottocutaneo impiantato mi mostra. Questa perfezione mi acquieta il disturbo ossessivo-compulsivo ma mi fa salire un disgusto represso che credo prima o poi mi metterà nei guai. I vestiti sono già usciti dall’impianto piegati e lavati, pronti per essere indossati, di quel bel nero intenso che sfina. Anche se per il cibo che ci passano c’è ben poco da sfinare.
Mi affaccio a vedere il cielo quando le finestre si aprono. Il sole è sorto ma è ancora sotto l’orizzonte della mia Sky-City e la luce è tale che non riesco a capire se è l’alba o il crepuscolo, visto che la luce dei lampioni domina ancora. Appoggio la mano al vetro e si materializza istantaneamente il mio Mark sul palmo, un 6 giallo brillante che con una luce intermittente mi ricorda le cazzate che ho fatto e che di seconde occasioni non ne rimangono. Un bel messaggio che compare anche ogni volta mi viene la stupida intenzione di salutare con la mano destra qualcuno per strada, invece di mandargli un blink con il brain-code. “Ciao sono lo stronzo con il Mark a 6”. E tutti intorno che ti guardano come se fossi il peggiore spacciatore di naniti di sottobanco fatti con la carbonite elettrocontaminata della superficie. La mia misantropia in quei casi comunque ringrazia.
Mi sbrigo a vestirmi, magari aggiungendo un tocco di colore, e ingerire la dose di brodo giornaliera per me e i miei gentili parassiti. Ho appuntamento con Cyrrus per il cibo da signore e devo prendere il truck senza traccianti. Mi sono messo in testa che da stasera mi tratterò come merito.
Un nuovo UP, basta down.

